PostHeaderIcon I Primi tre fiori

 

Le pagine che seguono, sui “Primi tre fiori che il Signore ha voluto cogliere dal nostro povero giardino per trapiantarli in Cielo”, furono pubblicate dal nostro Padre Fondatore Mons. Giulio M. Penitenti negli anni sessanta. Egli le attinse dalle sue “Note Intime”, dal “Diario dell’Opera”, e, soprattutto, dal suo essere Padre e Maestro spirituale per questi tre giovani che aveva accolto, plasmati e consacrati al Carisma Ecumenico nella nostra Opera nascente. Queste brevi note biografiche e spirituali le consideriamo un documento importante per tutti i Membri della nostra Famiglia Ecumenica perché ci dimostra che quest‘Opera, è voluta dal Signore e che da Lui riceve vita e vitalità perché la nostra vocazione sia corroborata dalla preghiera e forgiata dalle virtù necessarie per ben adempiere la sublime ed attuale missione ecumenica a cui, senza alcun nostro merito personale, siamo stati chiamati.

 

Dopo questi primi tre fiori, il Signore ne ha colti altri da questo nostro piccolo “Giardino”. Primo fra tutti il nostro amato Padre Fondatore, Mons. Giulio M. Penitenti, da noi considerato e venerato il “Ceppo”, voluto dal Signore, da cui sono scaturiti i tre Rami che a loro volta hanno prodotto altri fiori per il Cielo. Dal Ramo delle Suore: Sr. Agostina Strano, la prima Madre Generale ; Sr. Mariannina Di Donato, la prima accolta nell’Opera e Sr. Dively Segovia Lerma il primo fiore messicano. Anche tra i nostri Michaeliti Congregati sono stati colti dei fiori: il Sig. Piero Valmori, la Sig.na Letizia Mora e la Sig.na Maria Baldo e anche tanti tra i nostri Michaeliti Aggregati. Essi formano, attualmente, la nostra Comunità celeste. Ad Essa la nostra Comunità militante, qui in terra, si sente spiritualmente unita, protetta e ben ancorata. La loro profonda spiritualità ci aiuta a sviluppare la nostra vita interiore e la nostra consacrazione ed i loro luminosi esempi ci stimolano ad essere autentici Missionari capaci di interpretare il singolare nostro Carisma ecumenico tanto delicato ma, oggi più che mai, anche tanto attuale ed urgente per la Chiesa e per il mondo perché Cristo Gesù ha posto il dono dell’unità visibile tra tutti i cristiani come condizione senza la quale il mondo non si convertirà e non crederà in Lui e continuerà a  sprofondare nel baratro delle più sofisticate ed atroci violenze che portano alla guerra in tante parti del mondo e, Dio non voglia, a quella globale.

Sac. Giovani Salvi M.E.

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